Storie
La mia storia
Sono figlio del Sud: cresciuto al sole e all’abbraccio di una famiglia che sapeva amare senza condizioni.
Il primo ritmo che ho donato al mondo è stato il battito di una batteria giocattolo; la prima dichiarazione d’amore, le corde ruvide di una chitarra.
Per anni ho fatto musica come un clandestino della notte — mouse, tastiera, una voce che si affacciava su file digitali — finché la disperazione non è diventata scelta: canto e pianoforte, studio, porte di studio a Torino.
Ho lasciato il lavoro come si strappa una benda: non per fuggire, ma per scoprire che non volevo produrre ombre per gli altri — volevo essere il volto, la voce, l’artista.
Il pubblico oggi mi arriva filtrato dalla luce di un iPhone; sento il loro amore come un’eco che reclama carne e palco. La sfida è trasformare quell’eco in un grande show che respiri, urli, seduca.
Creo per la bellezza — non come vezzo, ma come legge: estetica che arma e cura.
La mente è italiana, il cuore è da latin lover. Così è nata LaFaccia Italiana: un gesto estetico che vuole far vibrare il palpito del mondo.
La bellezza non è una maschera. La bellezza salverà il mondo.

